Abolito ticket su 203 prestazioni: ecco quali sono gli esami coinvolti.

Il Ministero della Salute ha parlato e lo ha fatto con un decreto del 9 dicembre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2016.
L’argomento sono le “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.
In sostanza, ben 203 prestazioni di specialistica ambulatoriale diventano prescrivibili solo in presenza di determinate condizioni, in caso contrario saranno i cittadini a doverne sostenere l’intero costo invece di pagare soltanto il ticket.
I settori.
La lunga lista degli esami coinvolti nell’abolizione dei ticket e soggetti a condizioni di erogabilità, prevede diversi settori:
– odontoiatria;
– genetica;
– radiologia diagnostica;
– prestazioni di laboratorio;
– dermatologia/allergologia
– medicina nucleare.
A queste si aggiungono altre singole prestazioni di specialistica ambulatoriale riportate nell’allegato al decreto ministeriale.
Odontoiatria.
Nel decreto figurano molte prestazioni dentistiche, ad esempio l’estrazione di dente permanente, deciduo o altri denti, la ricostruzione effettuata mediante otturazione o intarsio, l’applicazione di corona, anche con perno, l’inserzione di protesi provvisoria o rimovibile nonché l’impianto di dente o di protesi dentaria.
Diverse anche le operazioni chirurgiche menzionate dall’elenco, come la gengivopastica, l’asportazione di lesione o tessuto, la levigazione delle radici, ma anche i trattamenti ortodontici con apparecchi fissi e mobili.
La valutazione della prestazione odontoiatrica andrà effettuata in base a condizioni di “vulnerabilità sanitaria“, ossia in presenza di condizioni cliniche che possono essere gravemente pregiudicate da una patologia odontoiatrica concomitante, e di “vulnerabilità sociale“, ossia una condizione di svantaggio sociale ed economico correlata di norma al basso reddito, a condizioni di marginalità o esclusione sociale.
Alcune prestazioni odontoiatriche, richiederanno anche una valutazione basa su indice IOTN (pari, ad esempio, a 4° o 5° per l’applicazione di apparecchi ortodontici ai soggetti 0-14 anni): questo rappresenta un indice di necessità del trattamento basato sulle condizioni del paziente.
Radiologia diagnostica
Nella categoria il decreto prevede diverse prestazioni di tomografia computerizzata, risonanza magnetica nucleare e densitometria ossea con tecnica di assorbimento a raggi X.
Ad esclusione della densitometria ossea, le prestazioni summenzionate potranno essere prescritte in presenza di “sospetto oncologico” o di “patologie oncologiche” e per alcuni di essi in situazioni post-chirurgiche.
Spetta al medico valutare se gli elementi a sua disposizione possano ragionevolmente fondare un “sospetto”, tenendo presenti fattori come: 1) anamnesi positiva per tumori; 2) perdita di peso; 3) assenza di miglioramento con la terapia dopo 4-6 settimane; 4) età sopra 50 e sotto 18 anni; 5) dolore ingravescente, continuo anche a riposo e con persistenza notturna.
Prestazioni di laboratorio.
In questa categoria l’elenco predisposto dal decreto è lungo e articolato: sono ricompresi numerosi tipi di analisi del sangue, delle urine, ecc., sino a raggiungere le 140 analisi “superflue” se non in presenza di determinate situazioni.
Alcune, ad esempio, richiederanno il sospetto di patologia epatica, la diagnosi di un carcinoma oppure altra patologia sospetta o accertata (renale, muscolare, ecc.) oppure il fine di diagnosticare patologie genetiche o a scopo di trapianto; altre, invece saranno prescrivibili per funzioni di monitoraggio, oppure come screening per persone oltre una certa età.
L’evidente scopo è quello di evitare “sprechi” limitando le prestazioni preventive, preferendo una tutela dei soggetti già ammalati o ad alto rischio patologico. In aggiunta, si predilige una linea guida tesa alla responsabilizzazione del medico che potrà incorrere in dure sanzioni se non rispetta quanto previsto.
Una soluzione che ha innescato non poche critiche, poiché a farne i conti saranno in primo luogo i cittadini interessati affinché il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione, sia adeguatamente rispettato.

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