Legge 104: con quali malattie scatta l’invalidità per ottenere le agevolazioni?

Sono numerosi i benefici concessi dalla Legge 104/1992, ad esempio permessi retribuiti per i lavoratori e agevolazioni fiscali per invalidità.
Pertanto, ci si chiede assai spesso quali sono le malattie che consentono di accedere al catalogo di rimedi approntati dalla legge: in realtà, non esiste un vero e proprio “elenco tassativo” di patologie, ma si rendono necessari di volta in volta accertamenti sanitari effettuati dall’apposita commissione ASL al dine di stabilire se sussiste una disabilità o uno stato invalidante.
Per l’accertamento degli stati invalidanti, tuttavia, vengono predisposte particolari tabelle ministeriali che fanno riferimento all’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa esprimendo il pregiudizio percentuale che su di essa comporta ciascuna menomazione anatomo-funzionale.
In sostanza, alla gravità della patologia viene associata una correlata percentuale di invalidità.
INCIDENZA DELL’INFERMITÀ
La tabella prevede sia infermità cui è attribuita una percentuale “fissa”, sia infermità per le quali l’invalidità è riferita a una o più fasce successive di dieci punti percentuali, individuate secondo classi funzionali definite in base a criteri di evidenza clinica.
Per le infermità non indicate in tabella, il personale medico dovrà procedere alla valutazione del danno in via analogica indiretta, o per equivalenza, facendo riferimento a infermità analoghe tabellate e di pari gravità. È escluso invece il ricorso a valutazioni con criterio analogico proporzionale, riservato alle infermità che risultino tabellate, ma con diversa gravità.
VALUTAZIONE
Il danno funzionale permanente è riferito alla capacità lavorativa generica, tuttavia, se il soggetto possiede una formazione tecnico-professionale e l’infermità incide significativamente sulla sua capacità lavorativa specifica e in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sono ammesse variazioni in aumento, non oltre 5 punti percentuali.
Analoga variazione ma di segno opposto, fino ad un massimo di 5 punti percentuali in meno, può essere per contro effettuata nel caso in cui l’infermità risulti non avere incidenza sulla capacità lavorativa, specifica o attitudinale.
Tali variazioni percentuali non possono ovviamente prescindere dall’espletamento di un’accurata anamnesi lavorativa ed attitudinale.
Nel caso di infermità unica la percentuale dell’invalidità permanente viene espressa utilizzando:
a) la percentuale fissa di invalidità, quando l’infermità corrisponde, per natura e gravità, esattamente alla voce tabellare (colonna “fisso”);
b) una misura percentuale compresa tra i valori estremi (“min – max”) indicati per le infermità tabellate in unica fascia;
c) una misura percentuale di invalidità compresa tra i valori estremi ( “min – max”) della fascia corrispondente alla specifica classe quando per l’infermità siano previste più classi funzionali;
d) con ricorso al criterio analogico con riferimento a minorazioni analoghe o di analoga gravità, se l’infermità non risulta elencata in tabella.
Nel caso di infermità plurime, per giungere alla valutazione finale sono calcolate dapprima le percentuali relative alle singole infermità, poi tali percentuali sono integrate con criteri diversi a seconda che le menomazioni dovute alle infermità riscontrate, tabellate e/o non tabellate, risultino tra loro in concorso funzionale (menomazioni che interessano lo stesso arto, organo, apparato o sistema organo-funzionale, ovvero che incidono su organi od apparati strettamente sinergici) ovvero semplicemente coesistenti (allorché sono interessati organi ed apparati funzionalmente distinti tra loro).
In caso di infermità coesistenti, dopo aver effettuato la valutazione percentuale di ciascuna menomazione, si esegue un calcolo riduzionistico: l’invalidità totale finale (IT) è uguale alla somma delle invalidità parziali (IP1, IP2) diminuita del loro prodotto.
Ad esempio, se la prima menomazione (IP1) è valutata con il 20% e la seconda (IP2) con il 15%, il risultato finale (IT) sarà: (0,20+0,15)-(0,20×0,15) = 0,32 e quindi 32%.
In caso di più infermità, il procedimento si ripete e continua con lo stesso metodo.
Per le infermità concorrenti, in alcuni casi il concorso è direttamente indicato in tabella (danni oculari, uditivi, degli arti, ecc.), altrimenti, valutate separatamente le singole menomazioni, si procede ad una valutazione complessiva che non deve mai consistere nella somma aritmetica delle singole percentuali, bensì in un valore percentuale che tenga conto della globale incidenza sulla capacità lavorativa del soggetto.
Bisogna inoltre considerare, nella valutazione, la possibilità di applicare o meno protesi o altri apparecchi che portano alla diminuzione della gravità del pregiudizio funzionale e, in tal caso,  l’invalidità può essere ridotta sino al 10%.

PATOLOGIE DELL’APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

Relativamente alle patologie dell’apparato cardiocircolatorio, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– aritmie gravi, invalidità dal 71 all’80%;
– aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
– coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;
– coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
– miocardiopatie con insufficienza cardiaca grave: : invalidità dal 71 all’80%;
– miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
– trapianto cardiaco complicato: invalidità dal 61 al 100%;
– valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
– valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;
– difetto interatriale (dia) – stadio IV – dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;
– difetto interventricolare (div) stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
– difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
– pervietà del dotto arterioso stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
– pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
– pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
– pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
– cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
– cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;
– trapianto di cuore e polmoni complicato, la percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore – polmoni: invalidità dal 71 al 100%;
– aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: invalidità dal 71 all’80%;
– arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: invalidità dal 71 all’80%;
– arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%;
PATOLOGIE DELL’APPARATO RESPIRATORIO
Relativamente alle patologie dell’apparato respiratorio, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– BPC asmatiche gravi (FEV1 O PEF pari al 31-40%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;
– BPC asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die): invalidità dall’81 al 90%;
– BPC  asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;
– BPC ostruttive gravi (FEV1/FVC < 70 e FEV1 pari al 31-40% ; PaO2 = 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;
– BPC ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;
– BPC ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;
– BPC restrittive gravi (FVC pari al 31- 40% ; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;
– BPC restrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;
– BPCrestrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;
– interstiziopatie gravi (FVC pari al 31- 40% e/o DLCO pari al 31-40%; PaO2 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;
– interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die): invalidità dall’81 al 90%;
– interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;
– trapianto di polmone/i complicato: invalidità dal 71 al 100%;
PATOLOGIE DELL’APPARATO DIGERENTE
Relativamente alle patologie dell’apparato digerente, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– stenosi esofagea con disfagia costante alimentazione solo liquida; necessità di dilatazioni frequenti (IV classe bmi < 16): invalidità dal 71 all’80%;
– stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia (peg) (classe V): invalidità al 100%;
– cirrosi epatica classe B di childpugh (punteggio 7-9): invalidità dal 61 all’80%;
– cirrosi epatica classe C di childpugh (punteggio >9): invalidità dall’81 al 100%;
– trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
– trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
– sindrome da malassorbimento enterogeno da patologia pancreatica o intestinale stenotica e/o infiammatoria e/o da resezione (iv classe bmi < 16): invalidità dal 61 all’80%;
– malattie infiammatorie croniche intestinali (III e IV classe): invalidità dal 61 al 100%.
PATOLOGIE DELL’APPARATO URINARIO
Relativamente alle patologie dell’apparato urinario, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– insufficienza renale cronica con clearance della creatinina/vfg < 15 ml/min o insufficienza renale terminale in dialisi peritoneale (stadio V): invalidità dal 71 all’80%;
– insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale ovvero in dialisi peritoneale con scarsa tolleranza terapeutica: invalidità dall’81 al 90%;
– insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;
– trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.
PATOLOGIE DELL’APPARATO ENDOCRINO
Relativamente alle patologie dell’apparato endocrino, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 90%;
– diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;
– acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
– sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
– insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.
PATOLOGIE DELL’APPARATO OSTEOARTICOLARE E LOCOMOTORE
Relativamente alle patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
– amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;
– amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
– amputazione bilaterale di coscia, a prescindere dal livello, protesizzabile: invalidità all’80%;
– amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: 100%.
PATOLOGIE DELL’ APPARATO NEUROLOGICO
Relativamente alle patologie dell’apparato neurologico, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– sclerosi multipla EDSS 4-5: invalidità dal 61 all’80%;
– sclerosi multipla EDSS 5,5: invalidità dall’81 al 90%;
– sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;
– demenza vascolare con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
– demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;
– morbo di Alzheimer con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
– morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;
– morbo di Parkinson – stadio 3 di hy (malattia bilaterale da lieve a moderata; instabilità posturale; fisicamente autonomo): invalidità dal 71 al 90%;
– morbo di Parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;
– epilessia con crisi settimanali generalizzate o parziali complesse oppure parziali a frequenza plurisettimanale: invalidità dal 71 al 90%;
– epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;
– emiparesi grave: invalidità dal 71 all’80%;
– emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;
– paraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 71 all’80%;
– paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;
– paraplegia: invalidità del 100%;
– tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;
– tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;
– atassia cerebellare con disabilità moderata: invalidità dall’81 al 90%;
– atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;
– afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;
– mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;
– mielomeningocele associato a arnold-chiari di tipo ii e/o idrocefalo: invalidità del 100%;
– sindrome della cauda equina completa con disturbi sfinterici e anestesia a sella: invalidità dal 71 all’80%;
– miopatie con ipostenia prossimale grado 4 mdrs: invalidità dal 71 all’80%;
– miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;
– distrofia di duchenne: invalidità del 100%;
PATOLOGIE PSICHICHE
Relativamente alle patologie psichiche, queste sono le malattie che comportano una maggiore riduzione della capacità lavorativa:
– disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;
– schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
– schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
– schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
– schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
– disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
– depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
– depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
– disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
– disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
– disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 75%;
– disturbi deliranti (paranoia, parafrenia, delirio condiviso, altri): invalidità del 75%;
– anoressia nervosa (tab. d, deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;
– ritardo mentale di media gravità (q.i.: da 35-40 a 50): invalidità dal 61 all’80%;
– ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40): invalidità del 100%.
PATOLOGIE UDITIVE, DELL’APPARATO VISIVO E FONATORIO
Per quanto riguarda le patologie uditive, quella considerata più grave è:
– sordità da perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene, cagionante un’invalidità in percentuale fissa dell’80%.
Invece, per l’apparato visivo, quelle più gravi sono:
– ipovisione grave (campo visivo residuo tra 29 e 10%): 60% d’invalidità;
– cecità parziale (campo visivo residuo tra 9 e 3%): 80% d’invalidità;
– cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.
Infine, le patologie più gravi dell’apparato fonatorio sono:
– laringectomia totale: 70% d’invalidità;
– laringectomia totale con tracheostomia: 80% d’invalidità.
PATOLOGIE CONGENITE, EMATOLOGICHE, REUMATICHE, NEOPLASTICHE E RARE
Sono numerose, invece, le patologie  congenite, ematologiche, reumatiche, neoplastiche e le malattie rare correlate a gravi riduzioni della capacità lavorativa, tra queste:
– fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;
– osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;
– sindrome di down, di patau, di edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cridu chat”, oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità;
Infine, si rammenta che le neoplasie, in base allo stadio di gravità, provocano un’invalidità che va dal 21 al 100%, mentre, per quanto riguarda i pazienti in chemioterapia, è possibile il riconoscimento (non automatico) di un assegno di accompagnamento.
Anche per l’infezione da HIV, indicata nella categoria delle patologie ematologiche non neoplastiche, si raggiunge un’invalidità compresa tra il 21 e il 100%, a seconda del grado di evoluzione della malattia.
Sempre in base alla gravità, la Talassemia Major, invece, dà luogo ad un’invalidità che va dal 35 al 100%.
Tra le patologie reumatichè è indicata l’artrite reumatoide, che realizza un’invalidità compresa tra il 21 e il 100%, stessa cosa per  la sclerodermia, la spondilite anchilosante e le altre spondiloartriti, il lupus eritematoso e le vasculiti.
Infine, l’artrosi dà luogo a un’invalidità dal 5 al 100%, a seconda della gravità.

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