L’obbligo imposto ai viticoltori di Samos di riunirsi in una cooperativa vitivinicola viola la Cedu.

Sono soci della EOSS, l’unione dei viticultori dell’Isola di Samos che raccoglie, trasforma, commercializza il Muschoudi, un vino moscato DOC, celebre in tutto il mondo.

Ricorsero contro tale onere che limitava la loro libertà di associazione, non potendo produrre e vendere liberamente il loro vino, dovendo sottostare ai diktat della cooperativa: tutti i ricorsi furono vani e le Corti interne rimarcarono come fossero liberi di coltivare le vigne, ma per il resto erano vincolati agli oneri sociali.

La Commissione dell’UE, sulla stessa linea delle rivendicazioni dei ricorrenti, aveva inviato un accertamento preventivo ed un preavviso di sanzione perché ciò contrasta col Regolamento 1234/2007.

La CEDU giudica che la legge interna greca costituisca la maggiore forma di restrizione della libertà negativa di associazione ex art.11 Cedu e che i fini legittimi da essa perseguiti (tutela del vitigno e dei redditi dei viticultori) potevano essere conseguiti con altri mezzi senza dover obbligare i coltivatori a detti oneri imposti dalla EOSS.

Inoltre considera che il persistere del rifiuto ad analizzare i ricorsi dei due soci vada al di là di quanto necessario per ottenere un giusto equilibrio tra gli interessi confliggenti e costituisca un’interferenza sproporzionata ed illecita nella loro libertà d’associazione (Raimondo c. Italia del 22/2/94, Chassagnou ed altri c. Francia [GC] del 1999 e Statileo c. Croazia del 10/7/14).

In breve non si può obbligare un imprenditore ad entrare ed a subordinare le proprie scelte a quelle della cooperativa perché limita anche la libertà d’impresa e d’investimento.

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