Nemo propheta in patria: “Sergio De Caprio”, il cosiddetto Capitano Ultimo (di Sabrina ANGELI).

Un motto che rimane attuale anche ai giorni nostri. Temistocle salvò Atene dall’invasione persiana e venne ostracizzato, ossia esiliato.

Giovanna D’Arco dopo avere salvato la Francia dalla minaccia inglese, finì sul rogo.

La lista sarebbe lunga perchè la storia è caratterizzata da episodi analoghi.

Nell’Italia repubblicana un uomo, un ufficiale, un servitore dello stato ha contribuito in prima persona alla lotta contro la mafia.

Non un eroe, bensì un uomo vero, difensore delle libere istituzioni, che ha esclusivamente adempiuto alla missione affidata.

Un servizio finalizzato a garantire la sicurezza dei cittadini che ha ricevuto enorme gradimento dall’opinione pubblica, ma spesso attirato la manifesta ostilità da parte di colleghi e organismi statali.

Questa è la vicenda di Sergio De Caprio, il cosiddetto Capitano Ultimo, che catturò i principali boss mafiosi a partire da Riina.

De Caprio, ora colonello, è stato rimosso dal comando del Noe, nucleo operativo ecologico, dell’Arma dei Carabinieri, per le critiche alla sua azione operativa.

A prescindere da una carriera costellata da frequenti scontri con superiori e magistrati, la domanda legittima che ci si pone è la seguente: “può uno stato che deve contrastare quotidianamente criminalità, corruzione, violenze privarsi di un elemento esperto e motivato?” Al popolo italiano l’ardua sentenza.

Intanto una vasta “civil action” si è attivata a favore di Capitano Ultimo.

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Tra le persone che hanno protestato per la sua rimozione anche Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale vittima della mafia, e moglie di un ufficiale dei carabinieri nel suo primo matrimonio.

Ha elogiato la condotta di De Caprio che da carabiniere modello ha ottemperato all’ordinanza ma ha criticato pesantemente la decisione del Comandante Generale dell’Arma Tullio Del Sette, che, con l’azione disciplinare, ha implicitamente inficiato i risultati della lotta contro criminalità organizzata.

“Ho sempre amato i carabinieri che operano sulla strada piuttosto che quelli da salotto”. Queste le parole della popolare conduttrice televisiva che ha rammentato che i medesimi sentimenti di invidia e rancore provocarono l’isolamento di suo padre.

Al momento il Generale Del Sette non ha replicato all’ondata mediatica scatenata.

Lo stesso Ministero della Difesa non ha commentato la vicenda che viene ritenuta questione interna all’Arma dei Carabinieri.

…, a cura di Sabrina Angeli

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