Scuola: basta con le chat dei genitori su WhatsApp.

Spazi virtuali creati per essere utili e che invece, molto spesso, si trasformano in mini tribunali. Succede per le chat scolastiche su WhatsApp.

Ma ora i dirigenti scolastici di tutto il Paese non ci stanno e sono pronti ad alzare la voce. La trafila è sempre uguale.

Alla prima assemblea di classe, una volta eletto il rappresentante scolastico si raccolgono i numeri di telefono di tutti i genitori per creare la chat che, in teoria, dovrebbe servire ad accorciare i tempi per eventuali comunicazioni tra mamme e papà dei bambini riuniti nella stessa classe.

E invece inizia il delirio: liti tra genitori, insulti agli insegnanti sui metodi usati in classe e chi più ne ha più ne metta. L’ultima, come scrive Repubblica, in una scuola milanese, dove, dopo un’epidemia di pidocchi, una mamma ha scatenato una ricerca al “baby untore”.

Altro caso a Bologna e Bari dove i genitori si sono lamentati del presunto “trattamento di favore” riservato dai docenti ad alcuni alunni disabili.

Sovente tocca agli insegnanti fare da moderatori nei gruppi, col risultato di trovarsi immischiati nelle chat pericolose loro malgrado.

Ma sempre più spesso spetta ai dirigenti scolastici fare da spartiacque nel mare magnum che parte dagli inviti alle feste di compleanno fino a critiche che rasentano (e spesso superano) le offese.

E tocca sempre ai presidi stabilire le linee guida per evitare che quella che dovrebbe essere normale comunicazione tra persone adulte si trasformi in un girone infernale.

Insomma, la faccenda sta diventando seria e, per arginare il problema, sempre più presidi stanno inviando comunicazioni scritte ai genitori per metterli in guardia sull’uso corretto dei gruppi sull’app di messaggistica.

In alcuni casi le chat su whatsApp sono divenute persino oggetto di assemblee a tema.

Il prossimo passo sarà il divieto. Le chat di classe, infatti, è l’allarme lanciato dai dirigenti scolastici italiani “hanno una pericolosissima risonanza” che rischia di trasformare questioni banali in problemi gravi “perché sempre più genitori scrivono con leggerezza, senza pensare alle conseguenze senza risparmiarsi con gli insulti”.

Alcuni presidi, sul punto hanno già reagito in modo tassativo, ribadendo che la corretta comunicazione fra insegnanti e genitori avviene tramite diario e lo scambio di mail e numeri di cellulare può essere accettato solo fra insegnanti e rappresentanti di classe, per informazioni urgenti.

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