Susan Boyle /-/ You Have To Be There & Perfect Day … (Videoclip)

La popolare cantante scoperta da Britain’s Got Talent ha dichiarato al pubblico la propria malattia: una forma di autismo che comporta difficoltà di socializzazione. La sua è una storia struggente e incredibile …

Susan, disoccupata quarantasettenne che mostra molti più anni della sua effettiva età, si presenta sul palco con la sua aria trasandata e impacciata e viene subito catalogata fra i più o meno istrionici personaggi che popolano le prime selezioni del popolare format ben conosciuto anche alle nostre latitudini.

Lo scetticismo generale diventa ilarità quando Susan dice: “sto cercando di diventare una cantante professionista”.

Il resto è storia conosciuta: Susan canta, stupisce il pubblico, realizza il suo sogno.

Ora, quattro anni dopo quella serata, Susan Boyle è un’artista di successo, una cantante di fama internazionale che ha appena pubblicato il suo quinto album, Home for Christmas dedicato alle melodie dal Natale.

Ma Susan in questi giorni ha anche deciso rendere pubblica la propria malattia, la sindrome di Asperger, una forma di autismo particolare perché, pur non precludendo completamente l’apprendimento o il linguaggio, può invece portare ad una serie di problemi nelle relazioni sociali e nei rapporti con “l’esterno”, a comportamenti ripetitivi e, in genere, ad una attenzione quasi maniacale su specifici interessi però assai restrittivi.

Insomma, un disturbo che alla cantante, oggi cinquantunenne, è stato diagnosticato solo qualche tempo fa. Una scelta coraggiosa, quelle della Boyle, che nel passato era stata criticata e attaccata per i suoi comportamenti spesso particolari, evidentemente non compresi.

Non è stata una vita facile quella di Susan: figlia di un minatore e di una stenografa di Blackburn, soffrì fin dalla scuola di difficoltà di apprendimento e di socializzazione, rimanendo oggetto, come lei stessa ha raccontato, di frequenti episodi di bullismo.

Lasciò presto la scuola e lavorò sei mesi come aiuto cuoca. Fu quello il suo unico lavoro. Susan canta da quando aveva 12 anni e aveva frequentato alcune lezioni anche di recitazione. Ma fino a quella incredibile sera del 2009 le sue esibizioni si erano limitate al coro della Chiesa di Blackburn che frequentava.

Il “sollievo” della malattia

A dire il vero Susan aveva avuto un passaggio televisivo nel 1994, quando cantò in una trasmissione per dilettanti un pezzo di Jesus Christ Superstar, ma fu derisa dal presentatore Michael Barrymore. Non tentò mai più nulla di simile: nonostante le insistenze della madre, lasciò le audizioni di X-Factor perché convinta che l’avrebbero scartata per il suo aspetto fisico. Fu proprio la morte della madre, forse, occorsa nel 2007 a 91 anni, che la spinse a tentare l’avventura al Talent britannico.

Una vita difficile dunque, ma una storia struggente, che trova probabilmente nella diagnosi della malattia una sua “spiegazione” naturale. Un sollievo, a detta della stessa Boyle: “È una condizione con cui devo vivere e lavorare, ma sono più rilassata. Le persone capiranno meglio chi sono e perché faccio le cose che faccio”. Ma anche un grande segnale di coraggio per tutti coloro che soffrono degli stessi problemi: Susan Boyle è la dimostrazione vivente che, a volte, i sogni diventano realtà.

E la sua malattia non fa che renderne ancora più incredibile la storia.

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