Lecce: trovato il cadavere della ragazza 16enne Noemi Durini, scomparsa da casa il 3 settembre scorso. Il fidanzato confessa: sì l’ho uccisa io …

– non è amore se ti fa male.
– non è amore se ti controlla.
– non è amore se ti fa paura di essere quello che sei.
– non è amore se ti picchia.
– non è amore se ti umilia.
– non è amore se ti proibisce di indossare i vestiti che ti piace.
– non e ‘amore se dubiti della tua capacita’ intellettuale.
– non è amore se non rispetta la tua volontà.
– non è amore se fai sesso.
– non è amore se dubiti costantemente della tua parola.
– non è amore se non si confida con te.
– non è amore se ti impedisce di studiare o di lavorare.
– non è amore se ti tradisce.
– non è amore se ti chiama stupida e pazza.
– non è amore se piangi più di quanto sorridi.
– non è amore se colpisce i tuoi figli.
– non è amore se colpisce i tuoi animali.
– non è amore se mente costantemente.
– non è amore se ti diminuisce, se ti confronta, se ti fa sentire piccola.
Il nome è abuso.
E tu meriti l’amore. Molto amore.
C’è vita fuori da una relazione abusiva.
Fidati!

Immagine felice di Noemi Durini

aggiornamento 14 sett. 2017.

Ha rischiato il linciaggio il 17enne reo confesso dell’omicidio della sedicenne Noemi Durini quando è uscito dalla sede della stazione carabinieri di Specchia dove è stato ascoltato per molte ore alla presenza del proprio difensore e del procuratore capo del tribunale dei minori Maria Cristina Rizzo.

All’uscita il giovane si è reso protagonista di atteggiamenti irriguardosi e di sfida alzando la mano destra in segno di saluto alla gente che gli fischiava contro e lo apostrofava.

Ad attenderlo c’erano oltre un migliaio di persone, soprattutto giovani, che si erano radunate in via Giovanni XXIII, dove ha sede la stazione dei carabinieri. Il 17enne, nei confronti del quale da ieri c’è un provvedimento di fermo del pm con l’accusa di omicidio volontario, col cappuccio della felpa sulla testa, ha sorriso, sfidando la gente e provocando la reazione dei presenti che hanno tentato di raggiungerlo e di aggredirlo nonostante il cordone di sicurezza dei carabinieri.

Il giovane è stato fatto salire a fatica su un mezzo dei carabinieri ed è stato poi condotto presso la compagnia dei carabinieri di Tricase in attesa di essere portato in carcere.