Carabiniere travolto ed ucciso, la lettera del collega: “Riposa in pace fratello mio” (Così, forse magari anche solo per un secondo capirete cosa vuol dire fare il nostro lavoro …!).

POMIGLIANO D’ARCO, 21 luglio 2018 – Dopo la tragedia avvenuta ieri sera nella quale è rimasto ucciso un carabiniere della compagnia di Castello di Cisterna, arriva la straziante lettera di un collega:

In questo momento di dolore per quanto accaduto ai colleghi dell’Arma di Castello di Cisterna spero che tutti quelli che non indossano una divisa si fermino a riflettere e leggano questa lettera. Così forse magari, anche solo per un secondo capirete cosa vuol dire fare il nostro lavoro.

Cari amici, vi presento il collega…

Lo so, la foto è venuta male e il collega non è preso bene… ma vi prego: guardatela attentamente !!!

Il collega è quello sdraiato a terra. Morto. E’ successo ieri, sulla statale, all’improvviso.

È (era) uno sbirro infame (come me)…

Uno di quelli che (come me) quando corri in strada e magari passi col rosso perché altrimenti chiude il tabaccaio, ti ferma e ti fa la multa… salvando te o il pedone che avresti travolto 100 metri dopo…

Uno di quelli che (come me) ti infastidiscono tanto quando te li trovi accanto al bar perché pensi che per loro un caffè non sia un diritto, mentre tu magari hai timbrato il cartellino e per bere quel cazzo di caffè sei a 5 km dal posto di lavoro…

Uno di quelli (come me) che al mattino salutano i figli e la moglie, escono di casa pensando di andare a fare un lavoro normale… ma invece di tornare a casa per abbracciare i loro cari, inizia a squillare il telefono… ininterrottamente…

Uno di quelli (come me) che puzzano di schiavitù, che fa quasi vergogna salutare in pubblico, che suscitano disprezzo perchè sono uomini delle istituzioni…

Uno di quelli che quando torni a casa di notte e vedi passare davanti al portone, ti rassicura… la paura lascia il posto ad un sorriso, la chiave entra veloce nella serratura ed è tutto a posto…

Uno di quelli (come me) che si è cucito quella divisa addosso e che se uno ha bisogno, corre come un matto per salvarlo senza mai chiedersi chi sia, cos’abbia detto o cos’abbia fatto…

Uno di quelli (come me) che anche se sanno che a chiedere aiuto è il più bastardo di tutti, rischiano la vita pur di aiutarlo…

Uno di quelli che chiami quando hai paura, ma loro paura non ne devono avere… mai…

Uno di quelli (come me) abituati a prendere schiaffi ed umiliazioni dalla vita, ma che gli basta un sorriso di un anziano o di un bambino per rialzare la testa ed andare avanti sempre più fieri della loro divisa…

Uno di quelli (come me) che quando muoiono sul lavoro non fanno notizia, come se fosse normale… come se fosse giusto…

Uno di quelli (come me) che sanno che anche per lo Stato valgono meno di un bandito che viene ferito mentre ruba di notte in una casa, per il quale si riempiono pagine di giornali e si sollevano interi schieramenti politici…

Ecco… questo è (era) …un fottuto sbirro, un infame, un bastardo… proprio come me !!!

Riposa in Pace, fratello mio…”

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